Tram-treno, cantiere più vicino

Pubblicato il 9 Luglio 2026

LA DECISIONE / Il Tribunale federale ha negato l’effetto sospensivo all’unico ricorso rimasto contro la metropolitana del Luganese – Nulla più osta al via ai lavori: si partirà a ottobre – Il direttore di RTTL SA Alberto Del Col: «Stiamo rispettando l’ambizioso programma che ci eravamo prefissati

Federico Storni

«Ma questo tram-treno, alla fine, si farà mai?» La risposta è sì – e un’ulteriore conferma è arrivata proprio ieri – ma agli addetti ai lavori capita ancora oggi e non di rado di dover rassicurare chi non è del mestiere. D’altronde, la storia del progetto è fatta anche di frenate clamorose, tali da giustificare un certo scetticismo. Eppure l’inizio del cantiere è dietro l’angolo e di nubi all’orizzonte non se ne vedono, e quella sopra alla testa è ormai quasi del tutto alle spalle e, se scaricherà, sarà semmai pioggerellina. «Continuiamo a essere in linea con l’ambizioso programma che ci eravamo prefissati», conferma il direttore di RTTL SA (la società che deve realizzare il tram-treno) Alberto Del Col. Tradotto: l’avvio dei lavori preliminari è previsto a ottobre, il cantiere vero e proprio a marzo 2027.

La decisione di Mon Repos

Il più recente sviluppo favorevole, quello comunicato ieri dal Consiglio di Stato, è che il Tribunale federale ha negato l’effetto sospensivo all’unico ricorso contro l’opera (o, meglio, contro gli effetti che produrrà) inoltrato da tre privati. Una decisione di merito non c’è ancora, ma la massima Autorità giudiziaria svizzera ha ritenuto che l’interesse pubblico alla realizzazione del progetto prevalga sui puntuali interessi personali addotti dagli insorgenti. «È pertanto confermata – scrive il Consiglio di Stato – l’esecutività della decisione di approvazione dei piani, ciò che permette di procedere all’avvio della fase realizzativa di un progetto ritenuto prioritario e cruciale, in quanto consentirà – grazie a tempi di percorrenza dimezzati – di alleviare i problemi di mobilità della città di Lugano, di un’intera regione – il Malcantone – e della Bassa Valle del Vedeggio». Qualunque sarà la decisione di merito del Tribunale federale, in altre parole, non inficerà il progetto.

Mandati rimasti in Ticino

Il tram-treno, seppure con qualche scossone in Parlamento, ha ormai come noto i finanziamenti in tasca. Parallelamente continua a dare i suoi frutti la decisione di RTTL SA di «scomporre» i mandati di progettazione permettendo così a più specialisti di lavorare: «Abbiamo aggiudicato quasi tutti i mandati principali spiega Del Col. – e dieci di essi sono già attivi. Da questo punto di vista il progetto è bene instradato. In particolare a breve firmeremo il contratto per la direzione locale dei lavori». Il mandato, da circa 18 milioni di franchi, è uno dei principali ed è stato assegnato al Consorzio DHL con capofila la Arx Group SA e completato da Lombardi SA Ingegneri Consulenti, Renzo Tarchini Cantieri & Contratti SA, Petoud Ingegneri SA, Masotti & Associati SA e Anastasi & Partners SA. Restano ancora da assegnare, nei prossimi mesi, i mandati per la sistemazione della tratta ferroviaria esistente e per la progettazione della nuova officina delle FLP. «Finora le delibere non hanno causato ricorsi sottolinea Del Col – e con lo scomporle abbiamo potuto fare lavorare 25 studi di ingegneria, di cui 23 con sede o filiali in Ticino. Lo dico con una punta d’orgoglio perché significa sia che le ricadute dell’opera restano sul territorio, sia che in Ticino abbiamo le competenze per affrontare un progetto così impegnativo senza dover per forza attingere da altri mercati ».

Muri, sede, pozzo

Ora però è il momento di passare dalla carta ai picconi, al «primo vero cantiere di genio civile». Un momento atteso da tutti con trepidazione, sia perché sarà il primo segno tangibile del tram-treno sul territorio, sia perché dopo tanto scartabellare la voglia di cominciare davvero a costruire è forte.

Si partirà, come accennato, a ottobre con i primi lavori preparatori. Che, detto così, sembra una cosa piccola. Si tratterà invece di un cantiere da diversi milioni (RTTL SA sta valutando proprio in questi giorni le quattro offerte pervenute per eseguirli) che servirà a fare spazio al tram-treno a lato della strada cantonale che collega Bioggio e Manno. Si tratterà in sostanza di rimodellare la scarpata e ricostruire, più alti, due muraglioni già esistenti in faccia alla zona industriale.

Il mandato prevede tra l’altro che vengano gettate le fondamenta per l’edificio provvisorio che per un decennio fungerà da base per la direzione localedei lavori e da base d’appoggio per RTTL SA (che manterrà però la sua sede principale a Lugano). Il complesso modulare sorgerà su un terreno libero su via Industria a Bioggio. Vi sarà anche spazio per una sala da una cinquantina di posti che potrà fungere «da mini punto informativo» sul prosieguo del cantiere.

E, a proposito di «mini», l’avvio dei lavori preparatori fra Bioggio e Manno sarà probabilmente salutato con una piccola cerimonia. Un’altra, più ampia, è prevista per l’avvio del «vero» cantiere a marzo 2027: al primo colpo di piccone per la realizzazione del pozzo di collegamento fra la stazione FFS e la futura galleria Breganzona del tram-treno. Per l’occasione arriveranno in città anche le autorità federali: la Confederazione è infatti la principale finanziatrice dell’opera.

©CDT/GABRIELE PUTZU