Le priorità dell’Esecutivo: prima PoLuMe, poi A2-A13

Pubblicato il 29 Gennaio 2026

INFRASTRUTTURE / Il Consiglio federale ha stabilito le tempistiche dei suoi prossimi investimenti sulle reti della mobilità Tra le opere ticinesi, più impellente quella sottocenerina – Ma a seconda della consultazione, potrebbe essere accettato l’arrocco

Aumentare la capacità ferroviaria, ridurre le strozzature sulle strade nazionali e promuovere i progetti negli agglomerati urbani. Sono gli obiettivi di «Trasporti ’45», i cui punti chiave sono stati fissati ieri dal Consiglio federale. Il Dipartimento federale dei trasporti (DATEC) è stato incaricato di elaborare un progetto in materia entro giugno.

Progetti ferroviari

Fra i progetti ferroviari più in vista – elaborati basandosi su una perizia del Politecnico federale di Zurigo e degli uffici competenti – ci sono investimenti nella zona di Renens (VD), per migliorare il collegamento Bienne ( BE)–Losanna/ Ginevra. Sono inoltre previsti circa 3 miliardi di franchi per consentire offerte supplementari entro il 2035, tra cui la cadenza quartoraria tra Berna e Zurigo, quella semioraria tra Berna e Lucerna, Basilea e Zurigo, così come quella semioraria sistematica nel traffico regionale nel Mittelland, precisa il Governo in una nota. Sono pure allo studio un potenziamento del traffico regionale nella zona di Ginevra-Losanna, un aumento della frequenza tra Bellinzona e Locarno e treni più lunghi grazie a marciapiedi più estesi nella S-Bahn di Zurigo. Altri progetti raccomandati dall’ETH sono la linea diretta Neuchâtel-La- Chaux- de-Fonds ( NE), l’ampliamento delle stazioni ferroviarie di Ginevra e Basilea, la galleria di base dello Zimmerberg II, il quarto binario di Zurigo Stadelhofen, una prima fase della stazione di transito di Lucerna e la galleria del Grimsel. I costi dei progetti chiave ammontano ad almeno 10 miliardi di franchi. Il Consiglio federale intende presentarne al Parlamento nel 2031 altri per un importo di almeno 7 miliardi di franchi.

Strade, prima i più urgenti

Per quanto riguarda la rete stradale, la priorità sarà data ai progetti di grande utilità e rapidamente realizzabili, sottolinea il Governo. Nella fase di potenziamento 2027 ne figurano due sulla A1, per un costo complessivo di 1,5 miliardi di franchi: l’ampliamento a sei corsie sul tratto Aarau-est-diramazione Birrfeld (AG) e quello a sei corsie tra Perly-Bernex (GE). Ne sono inoltre previsti otto con orizzonte realizzativo 2045, nove con orizzonte 2055 e sette da realizzare solo dopo il 2055. Qui c’è forse la nota più interessante per il nostro cantone. Tra gli otto progetti con orizzonte realizzativo 2045, il Consiglio federale ha pure previsto la Lugano Sud-Mendrisio – insomma, il PoLu-Me (costo previsto 1.200 milioni di franchi) –, mentre il collegamento A2-A13 (costo previsto 1.700 milioni di franchi) è tra i nove con orizzonte 2055. In una nota, però, si sottolinea: «A seconda dell’avanzamento del progetto, è anche ipotizzabile che dopo la consultazione il collegamento Bellinzona-Locarno venga assegnato all’orizzonte realizzativo 2045 e il progetto Lugano Sud-Mendrisio venga rinviato all’orizzonte realizzativo 2055». Molto dipenderà, per farla breve, da come il Cantone risponderà alla consultazione. I due progetti, agli occhi della Confederazione, sono insomma intercambiabili. Niente da fare invece per più di 30 progetti dell’attuale programma di sviluppo strategico (PROSTRA), caratterizzati da un rapporto costi-benefici inferiore e per un valore complessivo di circa 18 miliardi di franchi. Nessuno si trova in Ticino o nei Grigioni. Per questi il DATEC sta valutando altre opzioni. Le misure che saranno adottate nel quadro dei programmi d’agglomerato di quinta generazione interessano Ginevra, Losanna-Morges, Zurigo, la regione dell’Aareland e Burgdorf (BE), i cui costi complessivi ammontano ad almeno 500 milioni di franchi. Inoltre, nel quadro della consultazione il Consiglio federale proporrà ulteriori progetti in circa 40 agglomerati, ciascuno dei quali avrà un costo inferiore a 50 milioni di franchi.

Le critiche dell’ATA

Molto critica la presa di posizione di ATA. Il vicepresidente dell’Associazione traffico e ambiente, Thomas Ruckstuhl, ha spiegato, attraverso un comunicato: «La popolazione ha detto no all’estensione dell’autostrada, chiedendo una moratoria. Tuttavia, il Consiglio Federale ignora questo verdetto popolare e procede con i suoi piani. Questo è un affronto alla democrazia diretta e una decisione con gravi conseguenze per le generazioni future. Inoltre, rappresenta uno spreco di fondi pubblici». Nella nota si guarda anche alla reazione futura: «L’ATA si opporrà fermamente a questa politica nella procedura di consultazione e non esclude un nuovo referendum contro il pacchetto di progetti presentato». L’iter è ancora lungo, e ci sarà spazio per ulteriori discussioni tra le parti.

CdT 29.1.2026

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servizio RSI Il quotidiano